Sinossi

Ti sto aspettando, opera prima dell’autrice, è una selezione di racconti che vede protagonisti i cani e gatti dei canili comunali di Roma. Il canile è un luogo di sofferenza, d’ingiustizia, di dolore, di solitudine ma è anche umanità, riabilitazione, salvezza, professionalità, riscatto, speranza.
Attraverso la penna del narratore sono raccontante le vite dei protagonisti di questa realtà, gli avvenimenti che li hanno condotti alla reclusione, gli eventi quotidiani che scandiscono le ore vissute dietro le sbarre della loro gabbia, le emozioni che riescono a trasmettere a tutti coloro che, con passione e dedizione, si occupano di loro.
Le strutture di accoglienza degli animali vaganti sul territorio dovrebbero essere luoghi di passaggio, di transizione, di riabilitazione, una seconda opportunità di vita per trovare la famiglia giusta. Troppo spesso, però, diventano luoghi di prigionia, dove gli animali privati delle loro uniche ragioni di vita libertà e amore, vivranno la loro esistenza da reclusi, senza alcuna possibilità di riscatto. Ti sto aspettando vuole essere quell’opportunità, offrire conoscenza e visibilità a realtà che spesso sono ignorate.
Il libro raccoglie trenta storie di cani e gatti che vivono all’interno di un canile. Alcuni un tempo avevano un padrone come Yuta, esemplare di Pitbull condotta in canile dalla sua famiglia perché ormai anziana, altri invece sono nati randagi come Nala che teme l’uomo, altri ancora sono cresciuti dietro le sbarre proprio come Dolce. Si racconta anche di animali malati, come Kung Fu, che non smette di lottare. Ci sono quelli maltrattati e abusati, come Aster, che ha ancora voglia di credere nell’uomo. Vite di cuccioli, di anziani, di cani di razza e non: un modo alternativo di trasmettere al lettore la vera essenza del canile.
Ti sto aspettando parla anche di loro: i gatti che, trovati feriti sul territorio, sono accolti nel punto di primo soccorso presente in canile.  Anime con un forte senso d’indipendenza obbligati a sopportare la prigionia e che, ogni giorno, sognano l’affetto e il calore di una famiglia.
L’insieme di questi racconti diventa, così, un inno all’amore e al rispetto per i più deboli, un’esortazione all’adozione consapevole e responsabile di animali reclusi e dimenticati.
L’autrice, con semplicità e chiarezza narrativa, conduce il lettore in un mondo che va conosciuto e indagato, per offrire ad anime senza colpa una speranza di vita oltre la prigionia, ponendo l’accento su quanto sia importante la scelta di ognuno di noi di adottare, perché l’amore non si compra.

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